Intervista a Davide Maci

23.07.2018

Davide Maci del ristorante The Market Place di Como è uno dei nuovi ingressi nei JRE del 2018.

Lo abbiamo sentito per avere da lui qualche impressione in merito.

Come è sorto il desiderio di entrare nei JRE?

Più che per il passa parola di colleghi seguivo da anni l’attività dell’Associazione, ed ero incuriosito dalla dinamicità delle iniziative messe in campo. Approfondendo la conoscenza ho rilevato dei tratti distintivi che ai miei occhi l’hanno identificata come il riferimento settore, e quindi mi sono mosso per aggregarmi.

Quali sono le prime sensazioni?

Già dal Congresso di Roma ho avuto l’impressione di avere di fronte una compagine compatta e decisa, confermando così le mie precedenti sensazioni. Persone ancora prima che Chef, disponibili e positive che hanno riservato a me e agli altri nuovi ingressi un’accoglienza amichevole e calorosa. Ma soprattutto, essendo un’associazione di ristoratori, è stato fin da subito possibile trovare un comune terreno di discussione e di confronto costruttivo, visto che molte delle nostre problematiche quotidiane sono comuni. Condividere le soluzioni è di grande aiuto.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Questo per The Market Place è un momento di grande fermento. Dopo 8 anni ci spostiamo in un nuovo locale, alla luce di un progetto strutturato e fondato sull’esperienze di questo lungo periodo di lavoro ininterrotto. Lo riteniamo il frutto degli sforzi “spesi” fino ad ora e un segno di una maturità professionale e imprenditoriale.

Come misuri la tua soddisfazione?

Prima di tutto sul volto dei clienti, ogni giorno. Poi certo, lavoriamo per avere anche per ottenere i riconoscimenti che sono anche un biglietto da visita per chi ancora non ci conosce.

Come è cambiata la ristorazione in questi ultimi anni?

È cambiata molto da entrambe i punti di vista, di qua e di là dei fornelli.

Il ristorante contemporaneo infatti è diventato un’impresa vera e propria, che deve stare in piedi per caratteristiche sue proprie e non solo reggendosi sulla storia familiare.

Il cliente contemporaneo nel frattempo si è evoluto: viaggiando ha riportato esperienze e conoscenze. L’offerta è aumentata enormemente in qualità e quantità: il cliente contemporaneo non può essere sottovalutato e preso in giro con l’improvvisazione perché la riconosce. Tutto questo è positivo perché è di continuo stimolo, ma che rende tutto molto competitivo..

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